Recensioni | Alan D. Altieri - Magdeburg, L’eretico
Posted by taotor on Set 05 2006

Alan D. Altieri
Magdeburg – L’Eretico
La poesia di Magdeburg è subito evidente fin dall’inizio di L’eretico. L’intero romanzo è circondato da elementi che insistono, costantemente presenti nell’atmosfera cupa dell’opera; il grigio delle nubi e del fumo dei roghi che bruciano eretici e innocenti, il fumo stesso, che aleggia sui paesaggi polverosi della Germania. Tutto è sporco, tutto è rude, tutto è corrotto.
Interessante è vivere questo romanzo con il Viandante in nero, dal passato oscuro e dalle mille doti. L’Eretico narra della Guerra dei Trent’anni, attraverso un suo stile, attraverso punti di vista diversi. Per quanto affascinante sia, il romanzo offre pregi e difetti che a volte combaciano:
I pregi sicuramente sono molti e difficili da trascurare. Dal punto di vista narrativo, Altieri offre periodi brevi, coincisi, riassuntivi: sembra gettare schizzi di parole sulla carta, che lancia in modo noncurante per mostrare la realtà di un tempo antico – davvero ben ricostruito. Molti aggettivi sparsi riassumono il tutto, poche parole delineano ogni forma. I personaggi di L’eretico sono caratterizzati ottimamente e vivono di vita propria. I paesaggi vengono mostrati così come probabilmente erano a quel tempo, e anche gli avvenimenti vengono narrati secondo la realtà, senza timore di pronunciare brutte parole o di mostrare scene violente. È davvero notevole il modo in cui sono descritti i duelli, che i periodi brevi velocizzano e i termini tecnici definiscono.
I difetti sono “il lato oscuro” di alcuni dei precedenti pregi. I periodi brevi e concisi possono talora annoiare, come anche alcune digressioni storiche – molte di queste tuttavia davvero interessanti. Alcuni eventi indispensabili per lo sviluppo della storia risultano lenti, e questo potrebbe portare alla distrazione del lettore che, più avanti, non riconoscerà (e apprezzerà) i colpi di scena.
Nel complesso, L’Eretico è un romanzo che appassiona, che afferra il lettore e che indubbiamene lascia il segno.


Leave a Comment
You must be logged in to post a comment.