Scrittura - 2. Il racconto e il romanzo

Posted by taotor on Mar 29 2007

Scrittura2. Il racconto e il romanzo

Scrivere un racconto è più difficile di scrivere un romanzo. Un racconto può essere breve o lungo: può trattarsi di un frammento, un episodio, il cui significato si comprende alla fine – colpo di scena, ragazzi! - e comprende tutti gli elementi principali: dialogo, retrospezione (flashback), riassunto e semplice narrazione. Altre volte, invece, lanciando un’occhiata al testo intero, non vedete uno spazio libero, niente dialoghi, niente di niente. Un emozionante riassunto o una pagina biblica?

Se sei un bravo scrittore, quelle poche parole faranno dire “Wow” al lettore, entusiasta di aver speso poco tempo per un piccolo capolavoro.

Scrivere un racconto breve può essere facile: non sempre contiene colpi di scena, a volte prevale la poesia, altre volte è malinconico, eccetera…

Un racconto lungo è più difficile da scrivere, ma vi prepara al romanzo. Ecco perché è difficile:

  • Devi creare una buona trama, che accompagni il lettore fino alla fine e riesca ad appagarlo: un lettore si incavola se legge cinquanta pagine che non gli piacciono. È un lettore deluso, e non va bene.

  • Devi creare un inizio, uno svolgimento e una fine per la buona trama precedentemente creata. Devi saper gestire questi tre elementi sapientemente, e devi rispettare i limiti che ti sei dato.

  • Devi plasmare personaggi credibili, farli parlare ognuno con la sua voce e farli pensare con la propria testa, renderli cari al lettore e originali, senza cadere in banali luoghi comuni.

  • Devi essere leggero come una piuma nella narrazione: se non ti chiami Umberto Eco, non puoi permetterti termini aulici e citazioni profonde che ti rendono intellettualmente figo, sia perché devi saperci fare, sia perché talvolta risulta più difficile essere chiari con parole spicciole. A questo si aggiunge una regola – che sta alla base di tutto e dovrebbe già essere data per scontata:

  • Devi assolutamente conoscere la grammatica. Per molti non è divertente, ma la si apprezza in seguito. E, anche se non la si apprezza, bisogna studiarla. Accidenti, è pur sempre cultura, quella che stai scrivendo!

  • Devi far in modo che tutto il racconto sia apprezzato. Se uccidi il protagonista per puro sadismo, senza un motivo valido ai fini della trama, fai del male al lettore, si capisce. Se fai trionfare il male solo per essere originale, sbagli. Stai utilizzando la Tyche ellenistica, stai forzando gli eventi affinché accada qualcosa che scombussoli i piani prestabiliti. Usala con parsimonia, la Tyche. Se il racconto alla fine non trasmette niente, ti sei comportato come un politico: hai parlato tanto, e non hai detto niente.

Se sai fare tutto questo, sai già scrivere un romanzo. Un romanzo è più facile da scrivere, rispetto a un racconto lungo, a mio parere – e non solo mio. Si ha più tempo e più spazio. Scrivendo racconti ci si purga di tutti gli errori, e si arriva al paradiso dei romanzi in una veste bianca e immacolata, con tanto di aureola. Provare per credere.

Avevo scritto di voler presentare una pagina di racconto da analizzare, ma mi sembra opportuno, a questo punto, analizzare gli elementi sopra elencati. Procediamo passo dopo passo.


3 Responses to “Scrittura - 2. Il racconto e il romanzo”

  1. Simone Says:

    Non c’è che dire, alcuni consigli sono ottimi. Complimenti!

    Simone

  2. Kinsy Says:

    Ottimi consigli davvero, anche se non sono del tutto d’accordo che il racconto sia più difficile del romanzo. Personalmente trovo molto più difficile creare un romanzo anziché un racconto lungo, perché ho sempre paura di annoiare il lettore durante la storia o di tediarlo con particolari inutili… ma, in realtà, io non sono nessuno, solo un’aspirante scrittrice.
    Comunque, complimenti per il blog.

  3. taotor Says:

    Grazie :D . In realtà, siamo tutti solo aspiranti scrittori. :D

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