La tecnica delle 20 pagine - non la tecnica delle sette stelle di Hokuto -, probabilmente, non esiste. Ma dato che la scrittura non ha canoni precisi, e tutti gli scrittori migliori (e scarsi) procedono per sbagli, mi sento abbastanza presuntuoso (e ignorante) da poter dare a certe cose un nome inventato da me.
Non c’è niente di tecnico, nella Tecnica delle 20 pagine. Si tratta più di una mossa editoriale, probabilmente, che non viene neanche messa in atto.
Una precisazione: non parlo dell’uso editoriale che si fa del prologo. Partiamo dal presupposto che voi il libro l’avete già comprato, e che ora deve trovare il modo di farsi piacere.
In media, un lettore che comincia a leggere un romanzo, svogliato o con impegno, nel suo primo e serio assaggio del libro arriva massimo a pagina 25-30 (in media, a pag 18 o 28). Sapendo che il livello è posizionato al massimo, dall’inizio del libro, e sapendo che il lettore avanzerà fino a pag 20, che il romanzo faccia schifo o sia bellissimo, ebbene sapendo questo si può escogitare qualcosa (due cose precisamente):
1. Accumulare tutti gli elementi noiosi ma necessari nelle prime pagine, e poi arieggiare pagina dopo pagina. Se la trama è troppo complessa, è utile inserire molti punti importanti all’inizio. In seguito si potranno alternare scene movimentate e scene lente. Il lettore probabilmente non ricorderà tutto, dopo, ma ne avrà almeno un’idea vaga - si potrà riprendere quel dettaglio anche in seguito, quando necessario -, e tu, scrittore, alzerai le mani dicendo: “Guarda che io te l’avevo scritto, sta’ attento”.
2. Non sprecare scene movimentate all’inizio e procedere via climax. Il lettore avrà più calma nel leggere parti noiose ma necessarie al ritmo della narrazione.
Aumentando d’intesità, ovvero riservando scene interessanti e appassionanti per via graduale - sempre di più, sempre di più -, si può ottenere quel climax che spinge il lettore alla lettura.
In Come Dio comanda, di Ammaniti, gli elementi necessari alla trama vengono disseminati per la narrazione, e si ha il secondo caso della Tecnica delle 20 pagine. Solo che (attenzione!), Ammaniti pone a suo favore, nella trama, la Tyche, il vento divino che scombina tutto ciò che può andare bene e fa nascere i problemi. E, grazie alla flessibile leggibilità del suo stile, si arriva molto più in fondo, non a pag 20. Effettivamente, la storia vera e propria comincia a pag 100! Ed è tutto un susseguirsi di disgrazie che impongono al lettore di restare e cercare di salvare i personaggi alla deriva - li credi spacciati fino all’ultima parola, e alcuni, effettivamente, si spacciano davvero. ^^


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