Sulla finzione
Posted by taotor on Ott 06 2006

La finzione è realtà
Quando fu pubblicato Il codice da Vinci di Dan Brown, molti lo comprarono perché affascinati dal tema che trattava. Senza troppe perifrasi, Il codice da Vinci è un’ipotetica eresia contro convinzioni cristiane da secoli radicate. A molti piacque proprio perché trattava qualcosa di diverso.
Ma cos’è, in fondo, l’eresia? In chiave religiosa, è una vera e propria bugia contro una verità assoluta (dogma). La gente non è quindi affascinata dall’eresia, ma dalle bugie. E una bugia è una non-realtà. Una finzione. Fantasia. La gente è affascinata dalla fantasia.
Molte persone non leggono un romanzo perché, essendo frutto della fantasia, non è reale, non è serio. Leggere di fatti realmente accaduti invece dà una motivazione in più a farlo.
Ma la realtà, la vita quotidiana, non è tanto diversa dalla fantasia. Noi scriviamo il nostro “romanzo personale” con le nostre azioni e le nostre parole. Se decidiamo di fare una cosa invece di un’altra, stiamo cambiando la trama, stiamo andando in ipotetiche direzioni diverse. La differenza tra realtà e fantasia, dunque, non esiste.
L’uomo è spinto dalla voglia di sapere, di conoscere il significato della vita, di conoscere se stesso. Può farlo attraverso gli insegnamenti che apprende dai propri errori, dalle proprie esperienze. Un racconto non nasce come morale di vita, ma come esperienza, che si concretizza, indipendentemente dal nostro volere, in insegnamenti che dobbiamo capire. Non c’è storia più bella della vita, propria o altrui. Leggere una storia è capire qualcosa in più della vita.


Luglio 21st, 2007 at 20:12
“Leggere una storia è capire qualcosa di piu’ della vita” Mi piaci “ragazzino”…Poi il tuo Blog è stupendo.Ciao Greta